Quando un farmaco cardiovascolare perde il brevetto, i generici entrano sul mercato con un prezzo molto più basso. Molti credono che siano esattamente uguali. Ma sono davvero sicuri? E funzionano allo stesso modo? I dati non mentono, ma non sono nemmeno semplici.
Perché i generici esistono e cosa significano davvero
I generici cardiovascolari non sono copie approssimative. Sono versioni chimicamente identiche dei farmaci di marca, con lo stesso principio attivo, la stessa dose, lo stesso modo di assunzione. L’FDA negli Stati Uniti richiede che siano bioequivalenti: la quantità di farmaco che entra nel sangue deve essere quasi identica a quella del farmaco originale. La soglia è rigorosa: la concentrazione massima (Cmax) e l’area sotto la curva (AUC) devono cadere tra l’80% e il 125% rispetto al farmaco di marca. In pratica, la differenza media è del 3,5% - quasi irrilevante dal punto di vista clinico.
Questo non è un trucco. È scienza. Dal 1984, con l’Hatch-Waxman Act, gli Stati Uniti hanno creato un percorso rapido per approvare questi farmaci, senza dover ripetere tutti gli studi su migliaia di pazienti. Il risultato? Nel 2023, il 90% delle prescrizioni negli USA erano generiche. E i farmaci cardiovascolari rappresentano il 18% dei risparmi totali del sistema sanitario: 300 miliardi di dollari in 10 anni.
Cosa dicono gli studi: la verità tra i numeri
Un’analisi del 2020 su 38 studi controllati randomizzati - il gold standard della medicina - ha mostrato che 35 su 38 (il 92,1%) hanno trovato risultati clinici identici tra generici e farmaci di marca. Questo include statine, beta-bloccanti, ACE-inibitori e ARB. Non c’è differenza nel numero di infarti, ictus o morti.
Ma poi ci sono le eccezioni. Uno studio canadese del 2019 ha osservato 136.177 pazienti over 66 dopo l’introduzione dei generici di ARB (losartan, valsartan, candesartan). Nei primi 30 giorni, gli eventi avversi sono aumentati: dall’11% al 14% per il candesartan. Non perché il farmaco fosse cattivo. Ma perché il corpo, abituato a una formulazione specifica, ha reagito al cambio di eccipienti - gli ingredienti inerti che non curano, ma influenzano l’assorbimento.
Un’analisi del 2023 ha rivelato un pattern chiaro: le statine generiche mostrano un leggero aumento di eventi cardiovascolari maggiori (RR 1,13), mentre i bloccanti dei canali del calcio hanno un rischio leggermente più basso (RR 0,90). Perché? Forse perché le statine richiedono un assorbimento preciso per funzionare bene, e piccole variazioni nelle formulazioni possono avere effetti a lungo termine. Non è una catastrofe. È un avvertimento.
Il problema non è il farmaco, è il cambio
Un paziente che assume da anni un farmaco di marca per l’ipertensione, e che improvvisamente riceve una compressa di colore diverso, forma diversa, con un nome sconosciuto sulla confezione, può smettere di prenderlo. Uno studio del JAMA Internal Medicine ha trovato che il 14,2% dei pazienti ha interrotto la terapia dopo un cambio di generico - non per effetti collaterali, ma perché si sentivano insicuri.
La paura non viene dal nulla. Nel 2018, una contaminazione da nitrosammine ha colpito diversi generici di valsartan e losartan. Oltre 1.200 richiami negli USA. La gente ha imparato: i generici non sono tutti uguali. E non tutti i produttori hanno lo stesso livello di controllo. Nel 2022, il 12,7% degli stabilimenti produttivi di generici negli USA hanno avuto carenze critiche durante ispezioni dell’FDA.
La soluzione non è tornare ai farmaci di marca. È gestire il passaggio con attenzione. Studi dell’Università di Pittsburgh hanno dimostrato che un programma di gestione della terapia guidato dai farmacisti ha ridotto le interruzioni del 22,7%. I farmacisti spiegano: "Questo è lo stesso principio attivo, ma la compressa è diversa. Non è un problema di sicurezza, è un problema di abitudine."
Chi crede nei generici? E chi no?
Le opinioni sono divise. I farmacisti? Il 89,4% dice che generici e brand sono uguali. I medici? Il 25% preferisce non prescriverli ai propri familiari. I cardiologi? Il 34,7% riceve domande quotidiane dai pazienti preoccupati dopo i richiami del 2018. E il 18,2% dei pazienti rifiuta esplicitamente i generici.
Il divario tra prove e percezione è enorme. Un sondaggio del 2023 di Consumer Reports ha trovato che il 61,3% degli americani crede che i farmaci di marca siano più efficaci - anche se non c’è evidenza. Per le malattie cardiovascolari, la paura è più alta. Perché? Perché si tratta di cuore. E quando il cuore è in gioco, nessuno vuole rischiare.
Ma i dati dicono un’altra cosa. Uno studio su oltre un milione di pazienti ha trovato che il rischio di ricoveri per cause cardiovascolari è quasi identico. E quando si guardano solo gli studi controllati randomizzati - quelli più affidabili - la differenza scompare del tutto. Il problema non è il farmaco. È il modo in cui lo si introduce.
Le nuove regole e cosa cambierà
Nel 2024, l’EMA ha imposto nuovi test per i generici di rivaroxaban: devono dimostrare di funzionare allo stesso modo anche se assunti con il cibo. L’FDA sta lavorando a linee guida per farmaci con indice terapeutico stretto - come la warfarina - dove anche piccole variazioni possono essere pericolose. Non si tratta di bloccare i generici. Si tratta di renderli più sicuri.
Le aziende stanno cambiando. Teva, Mylan e Sandoz controllano quasi il 45% del mercato. Ma ora devono investire di più in controlli di qualità. L’FDA ha avviato ispezioni inaspettate: il 47,3% degli stabilimenti di generici cardiovascolari ha ricevuto osservazioni critiche - contro il 32,1% sotto il vecchio sistema.
La buona notizia? Le statine generiche hanno ormai il 94,3% di penetrazione. Sono diventate la norma. La cattiva notizia? I nuovi farmaci, come sacubitril/valsartan (Entresto), potrebbero non avere generici prima del 2027. E quando arriveranno, saranno sottoposti a controlli più severi di qualsiasi altro generico finora.
Cosa fare se ti prescrivono un generico
- Chiedi al farmacista: "È lo stesso principio attivo?" - La risposta è sempre sì. Ma chiedi anche: "C’è stato un cambio di produttore?"
- Se hai avuto problemi con un farmaco di marca, non cambiare generico senza parlarne con il tuo medico. Non è un problema di efficacia, ma di adattamento.
- Non interrompere la terapia perché la compressa è di un altro colore. Il colore non cambia il farmaco. Ma se senti qualcosa di diverso - vertigini, palpitazioni, stanchezza insolita - parlane subito.
- Chiedi al tuo farmacista di aiutarti con un piano di transizione. Alcuni centri offrono controlli a 15 e 30 giorni dopo il cambio. È gratis, e può salvarti da un’interruzione non necessaria.
Il generico non è un farmaco di seconda scelta. È la stessa medicina, a un prezzo più basso. Ma la medicina non è solo chimica. È anche abitudine, fiducia, percezione. E quando si tratta del cuore, la fiducia conta quanto la dose.
Bianca M
6.01.2026Io li prendo i generici, ma solo se il farmacista mi dice che è lo stesso produttore di prima. Cambia colore e mi viene il panico.
giuseppe troisi
6.01.2026La letteratura scientifica disponibile dimostra, in modo inequivocabile, che l’equivalenza biochimica dei farmaci generici è garantita da protocolli rigorosi. Tuttavia, la percezione soggettiva del paziente costituisce un fattore clinico rilevante, non trascurabile.