Se hai mai sentito parlare di biosimilari, probabilmente ti sei chiesto perché in Europa li usano da anni, mentre negli Stati Uniti sono arrivati tardi e con fatica. La risposta non sta nel loro effetto, ma nel sistema che li circonda. I biosimilari non sono generici. Non sono copie semplici come l’ibuprofene di marca e quello di farmacia. Sono copie di farmaci biologici - proteine complesse prodotte da cellule vive, usate per curare cancro, artrite, diabete e malattie autoimmuni. Sono costosi. Molto costosi. E i biosimilari, quando funzionano, possono ridurre questi costi del 15-30%. Ma in Europa e negli Stati Uniti, il percorso per arrivarci è stato completamente diverso.
Chi ha iniziato per primo e perché conta
L’Europa è stata la prima al mondo a creare un percorso chiaro per i biosimilari. Nel 2006, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato il primo biosimilare al mondo: Omnitrope è un biosimilare della somatropina, un ormone della crescita usato per trattare la deficienza di ormone della crescita nei bambini e negli adulti. Da allora, l’Europa ha costruito un sistema coerente: approvazione centralizzata dall’EMA, poi decisioni nazionali su prezzo e rimborso. Questo ha permesso ai paesi come Germania, Francia e Regno Unito di integrare i biosimilari rapidamente negli ospedali, attraverso gare d’appalto e politiche di sostituzione obbligatoria. Oggi, in alcune aree terapeutiche come l’artrite reumatoide o il cancro al seno, i biosimilari coprono oltre l’80% del mercato.
Gli Stati Uniti, invece, hanno atteso. Il Congresso ha approvato la Biologics Price Competition and Innovation Act (BPCIA) è una legge del 2009 che ha creato un percorso regolatorio per i biosimilari negli Stati Uniti, ma ha anche introdotto complessità legali che hanno ritardato l’accesso nel 2009, ma il primo biosimilare approvato dalla FDA, Zarxio è il primo biosimilare approvato negli Stati Uniti, una copia del filgrastim usato per stimolare la produzione di globuli bianchi nei pazienti sottoposti a chemioterapia, non è arrivato fino al marzo 2015. Perché il ritardo? Perché le aziende farmaceutiche che producevano i biologici originali hanno usato ogni strumento legale possibile: brevetti secondari, contenziosi, "patent dance" - un processo legale complicato che ha bloccato l’ingresso dei concorrenti per anni.
Quanto vale il mercato oggi
Nel 2024, il mercato europeo dei biosimilari ha generato tra i 13 e i 14,6 miliardi di dollari, a seconda di chi fa il conto. L’Europa è ancora il più grande mercato al mondo per valore assoluto. Ma negli Stati Uniti, il mercato ha raggiunto i 10,9 miliardi di dollari nello stesso anno - e sta crescendo più velocemente. Mentre l’Europa cresce al 17,34% annuo, gli Stati Uniti sono stimati a crescere al 18,5% entro il 2033. Perché? Perché negli USA c’è molto più da guadagnare. Centodiciotto biologici di grande successo perderanno il brevetto tra il 2025 e il 2034, con un potenziale di risparmio stimato a 232 miliardi di dollari. In Europa, molti dei farmaci più lucrosi sono già stati affrontati. Negli Stati Uniti, la vera tempesta sta arrivando: Humira è un farmaco biologico per malattie autoimmuni, con oltre 14 biosimilari approvati negli Stati Uniti nel 2024, ma solo 6 disponibili a causa di accordi legali tra aziende, il farmaco più venduto al mondo, è ora sotto attacco da 14 biosimilari. Ma solo sei sono in vendita, perché le aziende hanno firmato accordi per ritardare l’ingresso.
La differenza più grande: come si diventa "intercambiabili"
La vera svolta negli Stati Uniti è arrivata nel giugno 2024. La FDA ha proposto di eliminare l’obbligo di studi di "switching" per dichiarare un biosimilare "intercambiabile". Cosa significa? Che prima, per essere considerato sostituibile automaticamente dal farmacista senza il consenso del medico, un biosimilare doveva dimostrare che scambiarlo con il farmaco originale non causava effetti negativi nei pazienti che lo avevano già assunto. Questo richiedeva studi clinici lunghi, costosi e spesso inutili, perché la scienza ha già dimostrato che i biosimilari sono identici in sicurezza ed efficacia. L’Europa non ha mai richiesto questo. L’EMA ha sempre detto: se i dati analitici, preclinici e clinici mostrano somiglianza, allora è un biosimilare. Punto. Ora, anche gli Stati Uniti stanno seguendo lo stesso ragionamento. Questo cambiamento potrebbe sbloccare l’adozione su larga scala, specialmente per i pazienti cronici che prendono il farmaco da anni.
Chi vince nella produzione e nella distribuzione
La Germania è diventata la fabbrica dei biosimilari in Europa. Aziende come Fresenius Kabi è un gruppo farmaceutico tedesco leader nella produzione di biosimilari e soluzioni per l’infusione, con una forte presenza sia in Europa che negli Stati Uniti, Sandoz è la divisione biosimilari di Novartis, una delle aziende più attive nello sviluppo e nella commercializzazione di biosimilari a livello globale e Amgen è un’azienda biotecnologica americana che ha sviluppato alcuni dei primi biosimilari commercializzati in Europa, con una forte presenza nel mercato globale hanno costruito impianti avanzati lì, attrattive per i produttori di tutto il mondo. L’Europa ha un vantaggio logistico: un singolo approvazione EMA vale per 27 paesi. Negli Stati Uniti, anche se la FDA approva un biosimilare, ogni singolo payor - Medicare, Medicaid, assicurazioni private - deve decidere se metterlo in lista. E spesso, le compagnie farmaceutiche offrono sconti esclusivi ai payor per bloccare i biosimilari. Questo sistema frammentato ha rallentato l’adozione.
Le malattie dove i biosimilari hanno fatto la differenza
In Europa, i biosimilari hanno preso il sopravvento soprattutto nelle malattie infiammatorie croniche: artrite reumatoide, malattia di Crohn, psoriasi. Qui, i biologici come Remicade è un farmaco biologico (infliximab) usato per trattare malattie autoimmuni come artrite reumatoide e malattia di Crohn, e ha avuto numerosi biosimilari approvati in Europa e Enbrel è un farmaco biologico (etanercept) per il trattamento di artrite reumatoide e altre condizioni infiammatorie, con diversi biosimilari disponibili in Europa sono stati sostituiti da versioni più economiche. In America, all’inizio, i biosimilari si sono diffusi di più nei farmaci di supporto - come quelli che stimolano la produzione di globuli bianchi durante la chemioterapia. Ora, però, stanno entrando anche nelle malattie autoimmuni. Il mercato si sta uniformando. Ma l’Europa ha un vantaggio di esperienza: medici e pazienti sanno cosa sono, fidano, e non hanno paura di cambiare.
Il futuro: chi sorpasserà chi?
Le proiezioni dicono che entro il 2027, il Nord America (praticamente solo gli Stati Uniti) supererà l’Europa per fatturato. Non perché l’Europa stia calando, ma perché gli Stati Uniti stanno accelerando. Con la rimozione degli ostacoli regolatori, l’arrivo di Humira e altri biologici in scadenza, e l’Inflation Reduction Act del 2022 - che ha chiuso il "doughnut hole" nel Medicare Part D, rendendo più conveniente per i pazienti scegliere i biosimilari - il mercato USA sta entrando in una fase di esplosione. L’Europa continuerà a crescere, ma a un ritmo più stabile. La differenza non sarà più tra "chi è avanti" ma tra "chi ha più da guadagnare".
Perché tutto questo conta per te
Se sei un paziente con una malattia cronica, questo non è solo un tema economico. È una questione di accesso. Più biosimilari ci sono, più bassi saranno i prezzi dei farmaci originali. Più bassi i prezzi, più persone potranno curarsi. Se sei un medico, capire la differenza tra Europa e Stati Uniti ti aiuta a scegliere il farmaco giusto per il tuo paziente. Se sei un operatore sanitario, capire questi sistemi ti aiuta a negoziare contratti migliori. E se sei un cittadino, questo è un esempio chiaro di come la regolamentazione può cambiare la vita di milioni di persone. L’Europa ha dimostrato che un sistema chiaro, scientifico e trasparente funziona. Gli Stati Uniti, dopo anni di ritardi, stanno finalmente seguendo la stessa strada. Il risultato? Più farmaci, meno costi, più cure.
Cosa rende un biosimilare diverso da un generico?
I generici sono copie chimiche esatte di farmaci sintetici, come l’ibuprofene. I biosimilari sono copie di farmaci biologici, che sono proteine complesse prodotte da cellule vive. Non possono essere identici, ma devono essere "altamente simili" in struttura, efficacia e sicurezza. Per questo, richiedono studi più complessi per essere approvati, ma non più di quelli richiesti per un farmaco originale.
Perché negli Stati Uniti i biosimilari sono arrivati così tardi?
Perché le aziende che producono i farmaci originali hanno usato brevetti secondari, contenziosi legali e accordi di ritardo per bloccare l’ingresso dei concorrenti. Il sistema legale americano, chiamato "patent dance", ha creato un labirinto di procedure che hanno ritardato l’approvazione e la commercializzazione per anni. Inoltre, i payor non erano incentivati a scegliere i biosimilari fino al 2022.
Quali sono i biosimilari più comuni in Europa?
In Europa, i biosimilari più diffusi sono quelli per malattie autoimmuni: infliximab (copie di Remicade), etanercept (copie di Enbrel), adalimumab (copie di Humira), e rituximab (copie di MabThera). Sono usati per artrite, psoriasi, colite ulcerosa e linfomi. In molti paesi, questi farmaci sono ormai la prima scelta per i nuovi pazienti.
I biosimilari sono sicuri come i farmaci originali?
Sì. L’EMA e la FDA richiedono prove scientifiche rigorose prima di approvare un biosimilare. Studi su migliaia di pazienti hanno dimostrato che non ci sono differenze clinicamente significative in termini di efficacia, sicurezza o immunogenicità. I biosimilari non sono "meno buoni" - sono la stessa cosa, a un prezzo più basso.
Cosa cambierà nei prossimi 5 anni?
Negli Stati Uniti, vedremo un’esplosione di biosimilari per Humira, Herceptin e altri farmaci costosi. L’eliminazione degli studi di switching renderà più facile per i farmacisti sostituirli automaticamente. In Europa, si espanderanno i biosimilari per malattie più complesse, come quelle neurologiche e rare. Entrambi i mercati si avvicineranno, ma gli USA guadagneranno quota di mercato più velocemente.
Andrea Magini
26.12.2025Questo articolo è un capolavoro di chiarezza. L'Europa ha agito con logica: approvazione centralizzata, prezzo trasparente, sostituzione obbligatoria. Non serve un genio per capire che se un farmaco è altamente simile, lo si usa. Gli USA hanno fatto il contrario: hanno creato un sistema dove le aziende pagano per ritardare la concorrenza. È come se il mercato della frutta avesse un accordo per non vendere mele più economiche perché la mela di marca costa di più. E poi si chiedono perché le cure sono così care.
Mauro Molinaro
28.12.2025ma seriamente?? umira ha 14 biosimilari ma solo 6 in vendita?? qnd si smette di essere dei corrotti?? mi sa che in america c'è un sistema dove se non paghi 100000$ ti bloccano il farmaco 😭
Gino Domingo
28.12.2025Oh ma certo, l'Europa è il faro della scienza, mentre gli USA sono i poveri ingenui che credono ancora alla libertà di mercato. 😏 Ma chi vi ha detto che non è tutto un piano? I grandi laboratori, l'OMS, l'EMA... tutti in una grande rete per farvi prendere i biosimilari e poi vi fanno pagare di più con le tasse sanitarie. E poi vi dicono che è per voi. Bella truffa. Io ho un amico che ha preso un biosimilare e gli è venuta la febbre per tre mesi. Nessuno lo ha mai detto nei giornali, ma è successo. E voi credete a tutto, no?
Antonio Uccello
29.12.2025più biosimilari meno soldi spesi. più soldi spesi per le persone. punto. semplice. funziona. basta farlo. non serve complicare
Oreste Benigni
29.12.2025Ma voi avete idea di quanto costa un singolo farmaco biologico in USA? 200.000 dollari l'anno?!?!?!?! E poi vi dicono che è per la ricerca?!?!?!?! La ricerca costa 2.000 dollari, il resto è profitto! E i medici? I medici sono pagati per prescrivere quelli costosi! Non è un sistema sanitario, è un casino finanziario! E voi parlate di "scienza"?!?!?!
Luca Parodi
29.12.2025interessante che l'europa abbia un sistema centralizzato ma poi i paesi fanno gare d'appalto e spesso scelgono il più economico senza guardare la qualità reale. in pratica è un mercato che funziona ma con un sacco di compromessi. negli usa invece il problema non è la regolamentazione, è che ogni assicurazione ha i suoi accordi segreti. tipo: ti do 10% di sconto se non metti i biosimilari in lista. e così il sistema si blocca. non è colpa della FDA, è colpa dei payor
Guido Vassallo
30.12.2025Ho letto tutto con attenzione e sono d'accordo su quasi tutto. L'Europa ha costruito un sistema che funziona perché ha messo il paziente al centro. Gli USA stanno finalmente capendo che il profitto a lungo termine non viene dal bloccare i concorrenti, ma dal far arrivare i farmaci a più persone. Spero che questo cambiamento sia duraturo. Non è un problema di scienza, è un problema di volontà politica.
Gennaro Chianese
31.12.2025Ma chi se ne frega dei biosimilari? Sono tutti uguali, tanto poi i farmaci originali li prescrivono lo stesso. E i pazienti? Non sanno la differenza. E i medici? Preferiscono quelli che conoscono. Quindi tutto questo discorso è solo marketing. La realtà è che in Italia non cambia niente, perché il sistema è rotto da sempre.
Aniello Infantini
31.12.2025Quando ho chiesto al mio farmacista se poteva darmi il biosimilare mi ha guardato come se avessi chiesto di cambiare il mio sangue 😅 Ma poi ha detto "sì, è uguale, e costa la metà". E io ho pensato: perché non me l'hanno detto prima? Sono anni che pago 800€ al mese per un farmaco che potrebbe costarmi 400. Non è colpa mia. È colpa del sistema che non spiega. Ma grazie per averlo scritto così chiaro. 🙏
Paolo Moschetti
2.01.2026Guarda che l'Europa ha vinto perché ha rubato le idee dagli USA e poi le ha copiate male. Tutti i biosimilari li hanno fatti con tecnologie americane. E poi dicono che sono più avanzati? Ma dai. In America hanno inventato tutto. La FDA è la più rigida del mondo. E se i farmaci costano tanto è perché i ricercatori americani hanno fatto il lavoro sporco. L'Europa ha solo preso il frutto senza seminare. E ora si vantano? Non è giusto. Noi dobbiamo difendere la nostra innovazione. Non possiamo lasciare che gli altri si arricchiscano con il nostro lavoro.