
Notizia scomoda ma utile: oggi indinavir è raramente la prima scelta per l’HIV. Però capire come funziona, quando ha senso (se mai), e come evitarne i rischi può fare la differenza tra un trattamento gestito bene e un guaio evitabile. Qui trovi una guida senza giri di parole: benefici reali, limiti seri, regole d’uso, interazioni da non sbagliare, alternative più moderne. È scritta pensando al 2025 e a chi vuole risposte pratiche, non slogan.
- TL;DR: indinavir è un inibitore della proteasi efficace ma datato; oggi è raramente consigliato dalle linee guida (OMS 2023; DHHS 2025; EACS 2024).
- Ha senso solo in contesti particolari: mancanza di alternative, resistenze specifiche, protocolli storici. Richiede aderenza ferrea e idratazione.
- Regola d’oro: 800 mg ogni 8 ore a stomaco vuoto, oppure 800/100 mg con ritonavir due volte al giorno; bere ≥1,5 litri d’acqua/die.
- Rischi chiave: calcoli renali, iperbilirubinemia, alterazioni metaboliche, molte interazioni (CYP3A4). Rifampicina, ergot, simvastatina/lovastatina: no.
- Alternative 2025: dolutegravir o bictegravir (prima linea), darunavir/ritonavir come PI di riferimento. Valuta con uno specialista.
Che cos’è l’indinavir e come funziona
Indinavir appartiene alla classe degli inibitori della proteasi dell’HIV-1. Blocca l’enzima che “rifinisce” le proteine virali, impedendo la formazione di particelle virali mature e infettive. Tradotto: la carica virale scende e il sistema immunitario respira. Negli anni ‘90 ha cambiato la storia dell’HIV combinato con nucleosidici (studi storici come ACTG 320 pubblicato sul NEJM nel 1997 mostrarono riduzioni di eventi AIDS e mortalità). Oggi, con farmaci più tollerati e semplici da assumere, il suo ruolo è residuale.
Perché è impegnativo? Ha emivita breve (circa 1,5-2 ore), vincoli con il cibo, rischio di calcoli renali e una lunga lista di interazioni. La barriera genetica alla resistenza è moderata: errori di aderenza aprono la porta a mutazioni della proteasi che poi riducono l’efficacia dell’intera classe.
Parametro | Dettaglio |
---|---|
Classe | Inibitore della proteasi (PI) dell’HIV-1 |
Emivita | ~1,5-2 ore (senza potenziamento con ritonavir) |
Assorbimento | Ridotto dai pasti ricchi di grassi/proteine; preferibile a stomaco vuoto o con spuntino leggero |
Metabolismo | CYP3A4 (substrato); molte interazioni |
Eliminazione | Epatico; rischio di cristalluria/nefrolitiasi |
Uso in gravidanza | Sconsigliato (rischio iperbilirubinemia neonatale; alternative preferite) |
Stato nel 2025 (CH/UE) | Non più commercializzato in molti Paesi; disponibile solo in casi eccezionali/importazioni speciali |
Fonti: linee guida OMS 2023, DHHS 2025, EACS 2024, indicazioni delle autorità sanitarie europee e svizzere.
Quando ha senso usarlo nel 2025: benefici reali e limiti seri
Se stai cercando un regime iniziale per l’HIV, indinavir non è la risposta. Le linee guida più recenti (OMS 2023; DHHS 2025; EACS 2024) privilegiano integrasi come dolutegravir o bictegravir per efficacia, tollerabilità e comodità (una compressa al giorno, poche interazioni). I PI restano utili, ma tra i PI si preferisce darunavir/ritonavir o atazanavir/ritonavir, non indinavir.
Ci sono eccezioni? Poche, ma esistono:
- Resistenze particolari: se il profilo di resistenza mostra suscettibilità a indinavir mentre altre opzioni sono limitate.
- Indisponibilità locale: in contesti dove i farmaci di ultima generazione non sono reperibili, e indinavir è l’unica via praticabile.
- Intolleranze multiple: rari casi con intolleranza documentata ad alternative più moderne.
Benefici potenziali? Potente soppressione virale se assunto correttamente, con effetto rapido sulla carica virale. Ma i limiti pesano: tre somministrazioni al giorno (se non potenziato), vincoli alimentari, rischio di calcoli, alterazioni metaboliche, interazioni farmacologiche. Non è un farmaco “per tutti i giorni” nel 2025.
Messaggio chiave: se non c’è un motivo forte e condiviso con lo specialista, si scelgono altre terapie.

Come si assume in pratica: schema, cibo, idratazione, monitoraggi
Schema tipico adulti:
- Senza ritonavir: 800 mg ogni 8 ore (tre volte al giorno). A stomaco vuoto: 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti.
- Con ritonavir (potenziato): indinavir 800 mg + ritonavir 100 mg, due volte al giorno. Più semplice da seguire, ma aumentano alcune interazioni.
Regole con il cibo: evita pasti ricchi di grassi/proteine vicino alla dose. Se proprio serve, punta a uno spuntino leggero (es. cracker, frutta). L’alternativa praticabile è l’assunzione rigorosamente a stomaco vuoto.
Idratazione: obiettivo pratico ≥1,5 litri di acqua al giorno. Serve a ridurre la cristalluria e i calcoli renali. Non è un dettaglio: è una parte del trattamento.
Se salti una dose: se te ne accorgi entro ~2 ore, prendila. Se è quasi ora della successiva, salta la dimenticata. Evita il “doppio colpo”. Con il potenziato BID, segui la stessa logica.
Conservazione: tienilo in luogo asciutto, lontano da fonti di calore. Evita umidità e temperature estreme.
Monitoraggi consigliati (prima e durante la terapia):
- Carica virale HIV e CD4 (baseline, poi a 4-8 settimane, quindi periodico).
- Creatinina, esame urine (ricerca cristalli/emat, segni di nefrotoxicità), funzionalità epatica, bilirubina.
- Profilo lipidico e glicemia/HbA1c per il rischio metabolico.
- Farmacovigilanza su sintomi: colica renale, ittero, dolore al fianco, sete eccessiva, poliuria.
Popolazioni speciali:
- Gravidanza: sconsigliato; preferire regimi con migliore sicurezza materno-fetale secondo linee guida DHHS/OMS.
- Compromissione epatica: usare cautela; valutare aggiustamento e monitoraggi stretti.
- Pediatria: oggi rarissimo; seguire schemi specialistici e linee guida aggiornate.
Pro tip per l’aderenza: usa un timer per i dosaggi, set di bottigliette per l’acqua, e integra la dose con routine fisse (es. prima di lavare i denti). Sembra banale, ma è ciò che fa la differenza tra “teoria” e “carica virale non rilevabile”.
Effetti collaterali e interazioni: cosa aspettarsi e come prevenirli
Segnali da non trascurare:
- Calcoli renali/cristalluria: dolore al fianco, sangue nelle urine, colica. Incidenza riferita fino a ~10-12% in alcune casistiche storiche. Prevenzione: idratazione costante.
- Iperbilirubinemia (non coniugata): pelle/occhi gialli, urine scure. Di solito reversibile; richiede valutazioni di funzionalità epatica.
- Metabolico: dislipidemia, insulino-resistenza, aumento glicemia, lipodistrofia (fenomeno di classe PI).
- Gastrointestinale: nausea, dolore addominale, gusto amaro.
- Cutaneo: rash; rari casi severi vanno valutati subito.
Interazioni da manuale: indinavir è substrato del CYP3A4. Alcuni farmaci possono alzare o abbassare le sue concentrazioni in modo pericoloso. Qui sotto trovi una mappa pratica (non esaustiva: verifica sempre con un database clinico).
Categoria | Esempi | Cosa fare |
---|---|---|
Controindicato | Rifampicina; ergot (ergotamina, diidroergotamina); simvastatina, lovastatina; amiodarone, dronedarone; pimozide; midazolam/triazolam per os; cisapride; erba di San Giovanni | Evitare: rischio di tossicità grave o fallimento terapeutico |
Richiede cautela/aggiustamento | Warfarin; anticonvulsivanti (carbamazepina, fenitoina, fenobarbital); sildenafil/tadalafil; metadone; anticoncezionali orali estrogenici | Valutare alternative, monitoraggio livelli/INR, aggiustamenti dose, metodi contraccettivi non ormonali |
Potenziali interazioni con cibo/integratori | Pasti ad alto contenuto di grassi/proteine; integratori erboristici non dichiarati | Assumere a stomaco vuoto o con spuntino leggero; evitare fitoterapici non verificati |
Co-somministrazioni tipiche ART | Lamivudina, tenofovir, emtricitabina, abacavir | Generalmente compatibili; controllare sempre lo schema completo |
Checklist veloce prima di iniziare:
- Revisione completa della terapia in corso (prescrizioni, banco, erboristeria).
- Piano di idratazione scritto (obiettivo giornaliero e “ancore” nella routine).
- Esami baseline: renale, epatico, lipidi, glicemia, urine, HIV RNA, CD4.
- Piano di monitoraggio e contatti rapidi con il centro HIV in caso di colica o ittero.
Fonti: raccomandazioni DHHS 2025, EACS 2024, OMS 2023, esperienza clinica di centri HIV europei.

Alternative moderne, scelte pratiche e domande rapide
Se stai valutando indinavir, fermati un attimo e confronta con le opzioni attuali:
- Dolutegravir o bictegravir (integrasi): una compressa/die, ottima barriera genetica, poche interazioni. Prima linea per la maggior parte dei pazienti.
- Darunavir/ritonavir (PI): se serve un PI, è lo standard per efficacia e tollerabilità, con flessibilità in presenza di resistenze.
- Atazanavir/ritonavir (PI): alternativa con profilo metabolico a volte più favorevole, ma gestione del pH gastrico e iperbilirubinemia da considerare.
Quando indinavir può avere senso:
- Resistenze documentate che lasciano indinavir attivo e tagliano fuori altre scelte.
- Contesti di carenza farmaci dove i regimi moderni non sono disponibili e serve stabilizzare rapidamente il paziente.
Quando non è la scelta giusta:
- Prima prescrizione in un sistema sanitario con accesso ai farmaci di ultima generazione.
- Storia di calcoli renali o difficoltà a mantenere buona idratazione.
- Politerapia complessa con farmaci che interagiscono via CYP3A4.
Mini‑FAQ (rapida ma concreta):
- È ancora disponibile? In molti Paesi europei e in Svizzera la commercializzazione è cessata; esistono solo canali speciali. Verifica con il centro HIV.
- Posso frantumare le capsule? Non consigliato: rischi di dose non uniforme e gusto amaro. Chiedi forme alternative o cambio regime.
- Alcol e indinavir vanno d’accordo? L’alcol non è controindicato in modo assoluto, ma può peggiorare la disidratazione e lo stress epatico. Se bevi, fallo con moderazione e acqua a fianco.
- Posso assumerlo con un pasto abbondante? Meglio di no: riduce l’assorbimento. Preferisci stomaco vuoto o spuntino leggero.
- Se ho coliche o urine scure? Interrompi e contatta subito il medico/centro HIV. Spesso serve valutazione urgente e idratazione endovenosa.
- Methadone o terapia sostitutiva oppioidi? Possibile riduzione dei livelli di methadone: sorveglia sintomi di astinenza e valuta aggiustamento dose.
- Contraccettivi orali? Efficacia ridotta: considera un metodo non ormonale o doppia protezione.
Note sull’evidenza: raccomandazioni allineate a OMS 2023, DHHS 2025, EACS 2024 e indicazioni UFSP. Gli studi storici confermano l’efficacia di indinavir in combinazione, ma i profili di tossicità e la complessità d’uso ne hanno ridotto il ruolo rispetto agli standard attuali.
Prossimi passi pratici / Troubleshooting:
- Se sei un paziente appena diagnosticato: chiedi un regime a base di integrasi (dolutegravir o bictegravir). Indinavir non è la via rapida oggi.
- Se stai già assumendo indinavir: non interrompere da solo. Prenota una visita per valutare switch a un regime più semplice e sicuro; porta elenco farmaci e referti recenti.
- Se lavori in un contesto con scarsa disponibilità: usa indinavir solo in combinazioni efficaci, pianifica idratazione e monitoraggi minimi (urine, creatinina, bilirubina). Imposta un percorso per lo switch non appena arrivano alternative.
- Se compaiono coliche renali/ittero: sospendi e invia il paziente in valutazione urgente; inquadra disidratazione, ostruzione urinaria, danno epatico.
- Se l’aderenza vacilla: valuta potenziamento con ritonavir (BID) per semplificare, o meglio uno switch a regime a dose fissa giornaliera.
- Se serve contraccezione: preferisci IUD o metodi barriera; coordina con ginecologia/infettivologia.
Ultimo promemoria: l’obiettivo è una carica virale non rilevabile con vita normale. Oggi si ottiene quasi sempre con schemi più moderni, più leggeri e più sicuri. Indinavir resta una pagina importante della storia dell’HIV, ma la medicina del 2025 offre capitoli migliori.